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#BGSOSTENIBILMENTE

BGSOSTENIBILMENTE al via la nuova campagna…

Tecnologia, Eccellenze Agroalimentari, Food & Made in Italy, Sicurezza e qualità, territorio : Bg promuove l’innovazione e la sostenibilità con un percorso comunicativo sulle proprie piattaforme social.

Per un rilancio comunicativo concreto che vuole testimoniare l’effettivo impatto della recente pandemia che ha gravato sul settore agroalimentare, si terrà sulle nostre piattaforme social/WWWblogarea con partenza in questo Maggio 2021 il #BGSOSTENIBILMENTE”, un momento di confronto fra aziende e istituzioni nostri clienti sul territorio e non, tipicità e territorialità … sui temi dello sviluppo, della sostenibilità e dell’innovazione, per analizzare quali sono le priorità per rilanciare un settore che vale 538 miliardi di euro, dai campi alla distribuzione agli scaffali .

Il primo post che aprirà la campagna di sensibilizzazione, con un calendario che nei mesi a venire prevede pubblicazioni bi mensile, apre con la partecipazione del coordinatore dell’Azienda Trevisi in località Novi di Modena , con il quale sono state approfondite le misure studiate per supportare il settore l’agroalimentare nel contesto della sostenibilità, innovazione ed automazione agroalimentare.

Vi invitiamo a non perdere il post il pubblicazione il 15 Maggio p.v!

Disponibile sui nostri social … 

#BGSOSTENIBILMENTE

Promozione del protagonismo aziendale e sociale per la sostenibilità ambientale

Il futuro è di chi agisce …

LA NUOVE PROPOSTA BG SOCIAL 20_21

Agroalimentare Italiano

Un omaggio al re della tavola… della nostra terra.

Quante volte assaggiando il Parmigiano Reggiano vi siete chiesti come è stato possibile ottenere un prodotto dal sapore e dal profumo così straordinario? Scoprite la storia e la preparazione del Parmigiano Reggiano immersi nella tradizione dei prodotti del territorio in provincia di Parma.

Reggio Emilia, 25 febbraio 2021 – Il 2020 è stato un anno record per la produzione della DOP Parmigiano Reggiano che cresce complessivamente dell’4,9% rispetto all’anno precedente. I 3,94 milioni di forme (circa 160 mila tonnellate) prodotte nel 2020 rappresentano il livello più elevato nella storia del Parmigiano Reggiano. Un giro d’affari al consumo pari a 2,35 miliardi di euro per la denominazione di origine protetta che si proietta sempre più verso l’estero: una valvola di sfogo per una produzione in continua espansione che ha bisogno di nuovi spazi di mercato. Negli ultimi quattro anni, la produzione è infatti aumentata da 3,47 milioni di forme a 3,94 milioni di forme, registrando una crescita pari al 13,5%.

Il Parmigiano Reggiano ha vissuto un 2020 positivo anche per quanto riguarda le quotazioni. Se nel primo semestre, il prezzo del 12 mesi (prezzo medio alla produzione Parmigiano Reggiano 12 mesi da caseificio produttore, fonte: bollettini Borsa Comprensoriale Parma) era 7,55 euro al chilo, alla fine dell’anno ha superato i 10 euro al chilo. La quotazione media annua (8,56 euro al chilo) è stata inferiore a quella del 2019, ma con un sostanziale incremento nella seconda parte dell’anno che ha permesso di recuperare marginalità.

Il mercato del Parmigiano Reggiano è un mercato che sta diventando sempre più internazionale.

“IN DIRETTA DAL CASEIFICIO”, ANCHE IN TEMPO DI COVID

PARMIGIANO REGGIANO: SETTE APPUNTAMENTI SOCIAL PER ASSISTERE ALLA NASCITA DELLA FORMA

A partire dal 26 febbraio, sette dirette Facebook della durata di 20 minuti ciascuna consentiranno agli appassionati di scoprire come nasce il Parmigiano Reggiano ma anche di interagire con il casaro, fare domande e immergersi nell’antichissima tecnica di produzione. In tutti questi mesi di pandemia il Parmigiano Reggiano non si è mai fermato. Il rigido disciplinare di produzione della DOP impone ai casari di trasformare il latte in formaggio ogni giorno e così, gli oltre cinquantamila lavoratori della filiera hanno continuato a rifornirne gli italiani anche in tempi di Covid. C’è però un’attività che è stato indispensabile sospendere per legge: le visite in caseificio. Pochi sanno che, ogni anno, oltre 168 mila visitatori prenotano una visita in caseificio, anche tramite la pagina web Visita e Degusta, per assistere alla nascita di una forma di Parmigiano Reggiano.

L’Italia – che rappresenta il 56% del mercato – ha registrato un incremento dei volumi di vendita pari al 7,9%. La GDA è sempre il primo canale distributivo (61%), seguito da normal trade (13%), vendite dirette (12%), e industria (4%). Il canale horeca rappresenta invece solo un 2% – presenta pertanto ampi margini di miglioramento – e ha subito un drastico calo dovuto alla chiusura dei ristoranti nel periodo della pandemia. Il restante 7% è distribuito negli altri canali di vendita.

La quota export è pari al 44% (+10,7% di crescita a volume rispetto all’anno precedente). Gli Stati Uniti sono il primo mercato (20% dell’export totale), seguito da Francia (19%), Germania (18%), Regno Unito (13%) e Canada (5%).

Nei mercati più importanti, le performance migliori sono state registrate nel Regno Unito (+21,8%), in Germania (+14,8%) e in Francia (+4,2%). Crescono anche gli Stati Uniti (+1,9%) e il Canada (+36,8%), così come i nuovi mercati: Australia (+85,4%), Area del Golfo (+62,3%) e Cina (+8%).

Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il Parmigiano Reggiano ha chiuso il 2020 con un risultato positivo che premia la reputazione, la qualità del prodotto DOP di maggior valore nel mondo. La scelta dei consumatori in tutti i mercati, costretti a rinunciare ai pasti fuori casa per molti mesi, ha indicato la loro preferenza in maniera netta. Ci prepariamo ad affrontare un 2021 difficile: la marca Parmigiano Reggiano può diventare un vero brand globale e stiamo lavorando in questa prospettiva” commenta Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

citazione

Il Consorzio, per permettere agli amici del Parmigiano Reggiano di scoprire come nasce questo straordinario formaggio, lancia il format “In Diretta dal Caseificio”. Sette dirette Facebook, a partire da venerdì 26 febbraio, per assistere dal vivo a tutti i passaggi che caratterizzano la produzione: dall’arrivo del latte alla cottura della cagliata, dalla salagione fino alla stagionatura per terminare in negozio, con l’apertura della forma.

Le dirette, della durata di circa 20 minuti, consentiranno agli appassionati di scoprire come nasce il Parmigiano Reggiano ma anche di interagire con il casaro e gli esperti del Consorzio, fare domande e immergersi nell’antichissima tecnica di produzione, rimasta pressoché invariata da mille anni. Un’opportunità unica per scoprire i segreti del formaggio italiano più imitato al mondo.

Le dirette si terranno tra il mese di febbraio e quello di maggio. Gli appuntamenti saranno annunciati di volta in volta tramite i canali social del Consorzio e sarà possibile ricevere una notifica per non mancare gli eventi. Ogni episodio sarà poi pubblicato e rimarrà a disposizione di tutti sui social poco dopo la chiusura del collegamento.

Ecco in anteprima i titoli dei sette appuntamenti:

  • L’inizio del viaggio e l’arrivo del latte
  • La trasformazione ha inizio: dal latte alla cagliata
  • L’importanza dei gesti: la spinatura e la cottura
  • La nascita delle gemelle: la levata e la formatura
  • L’amore per i dettagli: i marchi di riconoscimento e la salatura
  • Il momento della verità: stagionatura, battitura e marchiatura
  • La magia che si schiude: l’apertura di una forma
Agroalimentare Italiano

Tra le eccellenze italiane il Puzzone di Moena, “profumato” formaggio Trentino dall’intenso sapore …

Come si può intuire dal nome questo formaggio si caratterizza per la spiccata personalità aromatica: per qualcuno “puzza” ma per i buon gustai profuma di erba alpina e frutta matura. Il Puzzone di Moena si produce in Trentino basandosi su tecniche di lavorazione tradizionali.Ve lo presentiamo invitandovi a visitare il bellissimo angolo di Dolomiti in cui si produce.

Il Trentino è una terra di antica tradizione agricola, dove l’allevamento bovino viene praticato da secoli, sia nelle valli che in malghe in quota. Da sempre il latte ha costituito per le genti di questi luoghi un bene prezioso, utilizzato allo stato fresco ma soprattutto per produrre formaggi. Tra questi c’è il Puzzone di Moena, per il quale si è raggiunta la procedura per il riconoscimento più ambito da un prodotto agroalimentare: la Dop (Denominazione di origine protetta).

Il Puzzone di Moena ha origine dal Nostrano Fassano, un formaggio che in passato veniva prodotto soprattutto nelle malghe della Val di Fassa e della Val di Fiemme, caratterizzato da crosta untuosa e pasta con odore profumo accentuati. Si è però dovuto aspettare l’inizio degli anni 60 affinché da quel formaggio si arrivasse alla produzione dell’attuale Puzzone di Moena, conosciuto in lingua ladina come Spetz Tzaorì , “formaggio saporito”.Oggi tutto il ciclo di produzione del Puzzone avviene nel Caseificio sociale di Predazzo e Moena.

Il Puzzone di Moena è un formaggio emblema di una terra, il Trentino, la sempre dedita all’allevamento bovino e alla lavorazione del latte. Sopra una forma di Puzzone stagionato. A lato la caratteristica crosta color giallo ocra e l’occhiatura rara e irregolare della pasta.

Bovine di razza Rendena al pascolo

Si produce in Trentino con latte crudo di vacca

Puzzone di Moena formaggio emblema di una terra unica: il Trentino

Il latte per il Puzzone di Moena deve provenire esclusivamente da bovine di razza Bruna, Frisona, Pezzata Rossa, Grigio Alpina, Rendena, Pinzgau e loro incrocio, alimentate con fieno di prato stabile o al pascolo. Questo formaggio si produce a partire dal latte crudo: dopo averlo portato alla temperatura di 34 °C per 15-20 minuti, si aggiunge il caglio bovino che, in capo a 25-40 minuti, ne provoca la coagulazione. La cagliata viene poi rotta per circa 5 minuti utilizzando lo spino o la lira ( strumento appuntito in acciaio provvisto di manico), fino a ottenere granuli della grandezza di un chicco di riso o di mais. La cagliata viene poi depositata sul fondo della caldaia è compressa, girata sottosopra, privata del siero, tagliata in piccole porzioni, quindi estratta. Le porzioni di cagliata vengono prima avvolte in teli di lino e poi messe in singole fasce tra parentesi (stampi) di legno, Poste sotto pressa e rigirata e più volte. Dopo 5-6 ore le forme passano dalle fascere in legno a quelle in plastica, momentaneamente messe sotto presse girata alcune volte. Sostano così fino al giorno successivo, quando si pongono in salamoia per 3 giorni. Dopodiché le forme si portano nel magazzino di maturazione, posizionando su assi di legno di abete della Val di Fiemme.

Durante le prime 2-3 settimane nel magazzino di maturazione le forme vengono rivoltate e bagnato un paio di volte la settimana con acqua tiepida che può anche essere leggermente salata. Successivamente il trattamento viene fatto una volta la settimana, sempre previo rivoltamento delle forme, fino alla maturazione. Questa pratica porta la comparsa di una patina untuosa color giallo-ocra sulla crosta del formaggio. La stagionatura (che varia dai 3 agli 8 mesi) viene fatta in appositi locali a una temperatura di circa 10 °C e umidità del 98%.

EVENTI AND FUTURE

Delizie della Natura: Shop online di prodotti gourmet

La vendita di prodotti tipici online è la nuova frontiera del reparto enogastronomico regionale, ed eccellenze territoriali tipiche e gustose rappresentano una concreta realtà nello sfruttamento dei nuovi strumenti di comunicazione digitale per portare ovunque le prelibatezze della cucina Calabrese. Per la vendita online non poteva naturalmente mancare il pecorino stagionato, la Mozzarella fior di latte, Bocconcini di mozzarella, la Burrata, Zizzona con latte di bufala, Figliata, la stracciatella, Provola, Provola affumicata, la scamorza, il caciocavallo (anche nella versione affumicata) la ricotta di pecora … e un infinità di delizie tipiche protagoniste della tavola calabrese grazie alla loro lavorazione dop, un marchio che identifica una lavorazione artigianale unica e riconoscibile, in grado di rivaleggiare qualsiasi realtà industriale. La mozzarella resta fresca e godibile anche attraverso la vendita prodotti tipici on line, grazie alla celerità e alla rete capillare di distribuzione attraverso cui Delizie della Natura opera sul territorio.

In una terra vocata alla pastorizia, rivestono un ruolo importanti i formaggi e i latticini. Uno dei più rinomati è il caciocavallo silano DOP, realizzato con latte vaccino. In Calabria, il caciocavallo è quasi una “istituzione” e diventa ingrediente di tantissime ricette, dai condimenti per la pasta alla parmigiana di melanzane. Uno dei formaggi calabresi più buoni, anche se forse meno famoso, è il pecorino del Pollino, mentre una specialità della Sila è il butirro, una sorta di caciocavallo che però racchiude un cremoso ripieno di burro: è un formaggio molto antico, la cui tradizione nasce dalla necessità di conservare il burro quando ancora non esistevano possibilità di refrigerazione.

BG CONCEPT

BG_Progetti e idee per un futuro più sostenibile.

  • La sostenibilità è diventata un fattore chiave di successo trasversale per tutti i settori e l’intenzione di BG è quella di contribuire a sviluppare un sistema economico basato su una progressiva decarbonizzazione. BG condivide gli obiettivi del Green Deal Europeo per una “Giusta Transizione” che non lasci indietro nessuno e che non guardi solo al cambiamento climatico ma all’inclusione dei lavoratori e al supporto delle comunità, garantendo la protezione sociale e il rispetto dei diritti umani. In quest’ottica, BG ha rafforzato il proprio modello di business, già basato su valori come crescita sostenibile, trasparenza, diversità e protezione dell’ambiente e dei territori, integrando ancora di più la sostenibilità nella propria strategia industriale con un approccio sempre più olistico.
  • Promuovere una gestione responsabile della catena di fornitura è per BG sinonimo in primo luogo di sostenibilità, funzionalità e tracciabilità degli approvvigionamenti.
    L’Azienda impronta i propri processi di acquisto su rapporti precontrattuali e contrattuali orientati al pieno rispetto della legalità e della trasparenza, monitorando – fin dalle procedure di qualifica dei fornitori – il rispetto delle normative vigenti e le direttive aziendali per quanto riguarda aspetti quali la qualità, la tutela dei lavoratori e gli standard ambientali.
Tecnologia a confronto

Come possono aiutarti i sistemi di telecamere e monitor …

A causa delle dimensioni delle cisterne, gli angoli ciechi sono tra le principali cause di incidenti in tutti i settori di utilizzo. La visibilità viene ulteriormente ridotta dalla posizione di guida, dai pannelli della carrozzeria, dalle paratie e dall’assenza di finestrini posteriori, e questo aumenta ancora di più il rischio di incidenti.  Se l’impatto economico dei danni ai veicoli o ai beni di terzi e il periodo di inattività legato a tali danni possono risultare onerosi, quando si verificano lesioni personali, il costo emotivo e finanziario per l’azienda può essere ancora maggiore. La soluzione c’è … telecamere e monitor permettono a guidatori e operatori di guidare e compiere manovre in tutta sicurezza. Le telecamere a circuito chiuso montate sul veicolo possono aiutare il conducente a “vedere” gli angoli ciechi e lo assistono nelle manovre di retromarcia inviando in tempo reale al monitor le immagini registrate, incluse persone od ostacoli.

Di quali prodotti ho bisogno?

consigli utili...

La gamma complementare di dispositivi di sicurezza che BG consiglia di applicare su autocisterne aiuta a prevenire le collisioni in quanto assiste il guidatore del mezzo proteggendo al tempo stesso operatori, pedoni e ciclisti. Per assisterti nella scelta della soluzione più adatta per te, le seguenti guide illustrano i prodotti per la sicurezza consigliati per questo veicolo. La guida relativa a ogni veicolo è articolata in vari livelli: il livello 1 sono le dotazioni di sicurezza minime raccomandate e i livelli 3 e 4 le dotazioni di sicurezza massime.

EVENTI AND FUTURE

Parma Capitale della Cultura anche nel 2021

Scelta come Capitale della cultura 2020, la città emiliana mantiene il suo ruolo anche nel 2021: la nomina, infatti, è stata prorogata di un anno per lo stop agli eventi in programma causato dall’emergenza sanitaria. Per restare aggiornati su tutti gli appuntamenti è stato creato il portale di “emergenza culturale” Parma Ritrovata che propone tour virtuali, incontri ed eventi gratuiti di arte, musica, cinema e teatro. Frutto dell’investitura a Capitale della Cultura è anche il recupero di due luoghi simbolo della città: da una parte San Francesco del Prato, dall’altra l’Ospedale vecchio. La prima è una chiesa gotica che Napoleone volle trasformare in carcere e che, nel Novecento, ospitò, fra gli altri rei illustri, Totò Riina, il “bel René” Vallanzasca e Giovannino Guareschi. Nella zona fringe della città, invece, quell’Oltretorrente teatro di barricate rivoluzionarie e da sempre culla di multiculturalità e gioventù, rinascerà l’ospedale cinquecentesco. Chiuso esattamente da cent’anni, è pronto a divenire un’altra cattedrale, tutta laica, con Hospitale, una mostra multimediale sul futuro della memoria della città.

Verso Parma 2021, la cultura ai tempi dell’emergenza

Il Comitato Promotore di Parma 2020 ha chiesto al ministero di mantenere il titolo di Capitale Italiana della Cultura per l’anno prossimo

Scenari futuri
Di quali siano i possibili scenari per Parma, ne abbiamo parlato con Francesca Velani, coordinatrice del programma Capitale Italiana della Cultura 2020.
Come pensate di gestire questo blocco?
In linea con quanto previsto dai decreti, in queste settimane abbiamo naturalmente sospeso tutti gli eventi, ma ciò non significa che siamo fermi, anzi, stiamo lavorando per definire le attività di back end con un impegno ed una intensità che prima non potevamo mettere in campo: come la definizione degli eventi speciali, le open call, la nuova piattaforma di destinazione, la card, il merchandising e molto altro. Ad esempio, il lavoro fatto in tempi rapidissimi per lanciare la piattaforma Parma Ritrovata ci sta dando grandi soddisfazioni, sia in termini di qualità dei progetti che in termini di visitatori e ci ricorda che, in un momento come questo, è fondamentale continuare a lavorare perché i cittadini e le imprese trovino nella cultura e nelle attività di Parma Capitale il vero driver per la ripresa economica e sociale nel post-emergenza, concetto tra l’altro già alla base del dossier di candidatura La cultura batte il tempo in cui dichiaravamo: “è necessario intendere la cultura nel suo senso più ampio, vivo e produttivo, fattore decisivo nel processo di negoziazione che le diverse dimensioni temporali e sociali reclamano”. Mai come adesso questo pensiero deve diventare politica pratica per tutti gli operatori del settore.

Cosa succederà ai fondi?
Ai fondi già stanziati non succederà proprio nulla, anzi, molti sono già stati impegnati e anche tutti quelli messi a budget per gli eventi verranno utilizzati perché le attività si svolgeranno anche se dovranno essere rimodulate per ovvie necessità di slittamento temporale, disponibilità di spazi, artisti, forniture o per ricollocamento di eventi nelle medesime stagioni. L’unica differenza, se la nostra proposta di prolungamento del titolo dovesse essere accettata, è che il budget inizialmente previsto su due anni (2019 – 2020) ora dovrà essere ripartito su tre con una necessaria integrazione dei fondi previsti. Ad oggi ci troviamo a disporre di 3.400.000 € provenienti dalla pubblica amministrazione, nello specifico 1.000.000 € dal Mibact, 1.000.000 € dalla Regione e 1.400.000 € del Comune di Parma, e una cifra analoga proveniente dalle imprese del territorio che anche in questo momento più di sempre ci stanno dimostrando la loro solidarietà, profondamente consapevoli che quando si ripartirà il titolo di Capitale sarà fondamentale sia dal punto di vista di visione territoriale che di rilancio per tutti i comparti industriali.
Avete chiesto l’estensione del titolo, ma come cambierà la programmazione?
La nostra richiesta è quella di prolungare la nomina di Capitale per tutto il 2021 in modo tale da poter ripensare il programma, immaginandolo come un importante volano per il settore culturale nazionale e non più limitato al livello locale. Ma, in attesa della risposta del Ministero per i Beni Culturali, stiamo naturalmente pensando a una riprogrammazione arricchita dalle riflessioni scaturite in questo preciso momento storico, anche attraverso il coinvolgimento di altre città che si sono candidate negli anni. Sicuramente il tema del ruolo della cultura in una situazione d’emergenza diventerà centrale: proprio su questo ci impegneremo per immaginare attività e processi che possano sostenere i cittadini nelle diverse situazioni emergenziali che il nostro Paese sta vivendo e che vivrà nei prossimi mesi.
Quale dovrebbe essere il ruolo della cultura in tempi di emergenza?
Pensiamo a come si sta muovendo il settore in questo momento perché la risposta la troviamo lì: mentre alcuni cercano di capire quanto saranno immensi i danni economici, la cultura non solo non si è fermata, ma si è trasformata, accelerando su quello che meglio le riesce, ovvero pensare alla società dalla quale e per la quale nasce. Nelle ultime settimane la cultura ha invaso la rete con incontri, letture, spettacoli, tour, lezioni, visite ai musei, workshop, film e molto altro, tutto rigorosamente gratuito. I primi segnali sono arrivati dai grandi musei come l’ Egizio o gli Uffizi con i loro tour virtuali o dal MAXXI con i suoi incontri online che nella prima settimana ha registrato 4 milioni di interazioni, seguiti dalle biblioteche che hanno dato accesso a tantissimi titoli e quotidiani. Insomma, la cultura oggi sta facendo quello che le riesce meglio, cioè occuparsi del prossimo, partecipando alla costruzione del benessere individuale e collettivo. Ed è proprio questo il ruolo della cultura oggi sul si dovrà lavorare e insistere nel prossimo futuro.

(citazione articolo Arteconomy_Verso Parma 2021, la cultura ai tempi dell’emergenza)

Agroalimentare Italiano

La situazione olivicola Italiana, un settore dell’agroalimentare che sta reagendo agli eventi…

Un immenso oliveto, esteso per oltre un milione di ettari dalla Sicilia alle Prealpi ...

Costituisce da secoli uno dei caratteri distintivi del paesaggio agrario italiano: nessun altro Paese del Mediterraneo può vantare tante varietà, tanti diversi ambienti e adattamenti locali. Il merito di questa straordinaria diffusione va all’instancabile opera di generazioni di contadini che hanno saputo acclimatare l’olivo in quasi tutto il territorio nazionale. Legata all’olivo e all’olio, si è sviluppata un’economia fatta di complessi rapporti tra olivicoltori, frantoiani e mercanti, capace di “segnare” il territorio, di determinare usanze e comportamenti, di costruire attraverso i secoli una civiltà dell’olivo giunta quasi inalterata fino ai giorni nostri.

Dopo l’annus horribilis 2019 tutti i produttori del nord Italia si aspettavano, per il 2020, l’annus mirabilis, anche se, per scaramanzia, evitavano di dirlo.Le aspettative, dopo la catastrofe della precedente annata olivicola erano alte e l’andamento climatico e agronomico primaverile facevano sicuramente presagire cose eccellenti. Olio Nord Italia 2021. Certo quanto stava accadendo attorno non aiutava la positività (mai parola fu più evitata e, in parte lo è ancora) e favoriva, invece, riflessioni su quanto l’uomo poteva avere influito sulla diffusione della pandemia che, agli inizi del 2020, aveva iniziato a progredire, inizialmente strisciando e poi, via via, più marcatamente costringendo intere regioni e, poi, una nazione intera, a chiudersi.

Il legame tra pandemia e salute dell’ambiente

Quanto l’emergenza climatica e l’inquinamento potevano aver influito sulla diffusione di un virus che, almeno inizialmente, pareva colpire solo le inquinate regioni del Nord Italia? Tutto questo pareva, paradossalmente, aver anche portato con sé qualcosa di straordinario di cui, negli ultimi anni, avevamo perso traccia: una primavera luminosa e climaticamente stabile con piogge al momento giusto e nella giusta quantità, che ha permesso il graduale risveglio, dopo il riposo invernale, delle piante di olivo dalla Liguria al Friuli, dal Trentino all’Emilia Romagna, dalla Lombardia al Veneto. Una temperatura in progressivo aumento che ha consentito un’eccellente fioritura e un altrettanto positiva allegagione, fino a giungere quasi ovunque, all’inizio dell’estate, ad un ottimale sviluppo delle piccole olive.

Un’annata climaticamente buona

Successivamente, nella parte centrale dell’estate, le piogge sono mancate, un po’ in tutto il Nord e la grandine non si è fatta aspettare, colpendo, per fortuna, solo poche e limitate aree. La carenza idrica quasi ovunque ha parzialmente asciugato la polpa delle drupe e questo ha favorito spesso l’anticipazione della frangitura, complici anche le prime piogge autunnali che facevano presagire problemi in fase di raccolta. Un’annata, in ogni caso, all’insegna dell’abbondanza di olive. Ma, anche, un’annata che sarà ricordata per le rese basse, in alcuni casi bassissime. Difficilmente in frantoio si è superato il 12% di resa in olio e quasi ovunque la media è stata attorno al 10-11%. Un’annata che sarà ricordata, al tempo stesso, per l’eleganza, l’esilità e la florealità degli oli: il fruttato leggero è stato il denominatore comune quasi dappertutto, anche dove la raccolta è stata anticipata di molto a causa della precoce maturazione delle olive.

Per garantire la qualità bisogna risolverne uno dei problemi fondamentali… Come viene trasportato l’olio di oliva?

È proprio durante il trasporto verso l’utente finale che l’alimento rischia di più: ormai in bottiglia, spesso di vetro e quindi fragile, l’olio viene imballato per resistere a viaggi che possono durare dalle poche ore a settimane o mesi, a seconda della distanza percorsa e del mezzo di trasporto. Nel migliore dei casi è imbottigliato in recipienti scuri, che lo proteggono dalla luce, e viene trasportato d’inverno, quando non vi sarà il pericolo delle alte temperature e del sole a picco, ma purtroppo non sempre è così. Spesso il trasporto dell’olio avviene via camion: il problema di questo mezzo è l’imprevedibilità del livello di calore durante il viaggio, dato che può accadere che il camion rimanga in coda sotto il sole a temperature davvero molto elevate, e l’olio ne risenta. Ancora peggio è la situazione quando il trasporto avviene via nave, perché l’olio viene caricato in container posti sul ponte dell’imbarcazione, sotto il sole e in balia delle intemperie di mari e oceani, a volte per settimane o addirittura mesi.

Una soluzione definitiva al problema del trasporto…

BG fa del trasporto dell’olio d’oliva uno dei propri punti forti. Questa risorsa fondamentale e centrale nella dieta mediterannea viene mossa dapprima via terra, e successivamente, prima azienda italiana a farlo, puntando sullo sviluppo del trasporto marittimo, dove diventerà in breve tempo il punto di riferimento per tutto il settore della logistica alimentare.

EVENTI AND FUTURE

Il nuovo sito dell’Efsa sul cibo #EUandMyFood diffonde notizie su sicurezza alimentare, benessere animale e ambiente

“#EUandMyFood”, se preferite “l’UE e il mio cibo”,è il nuovo sito che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha creato con l’intento di informare i consumatori. Tre le sezioni principali: la prima dedicata al cibo, la seconda al benessere (compreso quello degli animali da reddito) e la terza all’ambiente. In ognuna di esse si trovano, in varie lingue (ma per ora non italiano, a parte un breve sommario iniziale e pochissime eccezioni), notizie su iniziative comunitarie e nazionali, informazioni, commenti di esperti e video didattici.

Così, per esempio, nella sezione dedicata al cibo, oltre a un video sulla sicurezza alimentare in Europa e a informazioni sulle scelte migliori per la salute, si possono trovare notizie sul consumo di insetti in Belgio. Si scope così che il Paese in attesa di direttive europee, sta applicando una politica di tolleranza, cioè una sorta di autorizzazione sotto osservazione per dieci specie di insetti, volta ad aiutare i cittadini a familiarizzare con questa importante fonte di proteine e sali minerali. Il sito ospita anche notizie sulle iniziative finlandesi per la promozione di una sana alimentazione, così come un video della Croazia per migliorare la comprensione delle etichette o, ancora, informazioni su ciò che sta facendo l’Austria per l’identificazione dei patogeni nel cibo.

Nella parte dedicata al benessere animale si trovano articoli sulla lotta tedesca all’antibiotico-resistenza e sull’istituzione di un registro nazionale sperimentazioni animali, sulle misure romene per l’eradicazione della peste suina africana e studi dell’EU sulle alternative alla sperimentazione animale (uno dei pochi articoli anche in italiano).

Infine, nella sezione dedicata all’ambiente figurano aggiornamenti sul problema della Xilella in Puglia, sulle microplastiche nei mari europei e sulle paure dei cittadini in merito all’ubiquità della contaminazione, emerse in un’indagine tedesca. Ci sono anche informazioni sulle iniziative per la protezione delle api assunte in Belgio, oltre ad alcuni articoli e video sulla sostenibilità e sulla salute delle piante.

Il sito probabilmente richiederà alcuni aggiustamenti, ma rappresenta lo sforzo dell’Efsa di essere più vicina al cittadino europeo e di fare chiarezza su argomenti di grande interesse, a rischio di fake news. La fonte di riferimento che sarà utilizzata dall’Efsa per rilanciare le notizie sull’Italia è il sito del ministero della Salute, mentre per gli altri Paesi sono state scelte le varie agenzie per la sicurezza alimentare.

Articolo selezionato e tratto liberamente dal “Il fatto Alimentare”